Questa immagine è quelle presenti nella galleria fotografica sono state gentilmente concesse

dall'Archivio Storico della Magneti Marelli

 

 

Forse non tutti sanno che nel 1939 in Italia iniziarono le prime trasmissioni televisive. Naturalmente si trattava di esperimenti frutto di ricerche iniziate già da qualche anno .

Nel 1929 a Milano, su iniziativa di due ingegneri: Alessandro Banfi e Sergio Bertolotti, iniziano le ricerche sulla trasmissione a distanza di immagini. L'Italia non disponeva ancora di una vera e propria industria del settore e si limitava semplicemente ad analizzare le scoperte fatte all'estero. 

La prima storica ripresa televisiva ebbe come protagonista una bambola!. Nel 1930 nacque sempre a Torino il Laboratorio Ricerche dell'EIAR. Nel dicembre del 1931 a Roma fu ultimata la costruzione del Palazzo dell'EIAR di via Asiago. Risalgono al 1932 le prime dimostrazioni pubbliche di questo nuovo e singolare strumento che avrebbe modificato le abitudini degli italiani.

Nel corso della IV Mostra Nazionale della Radio, oltre alle prime riprese televisive, degli stupiti spettatori poterono assistere anche alle prime telefonate in diretta: il personaggio inquadrato dalla telecamera poteva parlare al telefono con chi seguiva il programma sul teleschermo. La ditta Fratelli Fracarro di Treviso fu la prima in Italia a commercializzare i televisori Nipkow ed un manuale intitolato: La televisione per tutti.

In realtà la tv non era ancora per tutti. Era uno strumento considerato un'appendice della radio ed anche sui giornali preferivano chiamarla radiovisione. Nel 1934 la televisione ebbe il suo primo vero volto ufficiale: l'attrice Isa Miranda. Nel 1937 venne creato presso il Ministero della Stampa e della Propaganda l'Ispettorato per la Radiodiffusione e la Televisione. Facciamo insieme il punto della situazione sugli esperimenti televisivi attraverso questo articolo pubblicato su La Stampa di Torino il 1 maggio del 1937:

"Riusciti e interessanti esperimenti di televisione sono stati compiuti oggi alla Safar alla presenza di numerosi giornalisti....Le caratteristiche delle trasmissioni televisive italiane saranno tali da poter dare al pubblico le massime soddisfazioni artistiche. Le immagini, che quanti disporranno di un radioricevitore a televisione potranno vedere comodamente in casa propria, saranno di ottima qualità.....La prima fase della televisione italiana, cioè con le stazioni di Roma, Milano e Torino, sarà ricevibile soltanto da quanti abiteranno entro un raggio di 100 km dalla rispettiva città"

Nel 1938 inizia la costruzione a Roma, su Monte Mario, della prima stazione televisiva sperimentale italiana a onde ultracorte. A Milano invece l'EIAR acquistò la Torre Littoria del Parco Sempione per realizzarvi uno studio televisivo.

La televisione, nonostante le perplessità di un pubblico scettico, non era più un sogno irrealizzabile. Pensate che nel 1939 fu bandito un concorso per provini di telegenia. Il 22 luglio dello stesso anno a Roma furono inaugurati alcuni programmi televisivi sperimentali della durata di quattro ore giornaliere. La prima annunciatrice fu la diciottenne Lidia Pasqualini.  

I programmi vertevano su documentari dell'Istituto Luce, ma anche su spettacoli con canzoni e comici. Tra i personaggi che timidamente affrontarono il nuovo mezzo televisivo ricordiamo: Macario, Aldo Fabrizi, Nunzio Filogamo.... Il pubblico poteva guardare queste trasmissioni attraverso appositi apparecchi allestiti a Roma all'interno delle vetrine dei negozi di Via Nazionale, via del Corso.

Televisori erano presenti anche presso il Villaggio Balneare, un complesso ricreativo con piscine, teatro, sala da ballo, campi da gioco ... realizzato all'interno del Circo Massimo.

Come reagiva la popolazione innanzi a questi prodigi della tecnica? Non benissimo.....Si pensava fosse un bluff e che le immagini televisive non fossero altro che il frutto di un non chiaro gioco di specchi....Gli italiani non si erano ancora abituati alla radio figuriamoci alla televisione: un apparecchio mastodontico dal costo proibitivo di 15.000 lire.

Le sperimentazioni proseguirono ugualmente. Il 16 settembre del 1939 a Milano vennero inaugurate le trasmissioni sperimentali dalla Torre Littoria di Parco Sempione. Nell'ottobre dello stesso anno Mussolini, comodamente seduto nel suo salotto di Villa Torlonia, assistette a delle trasmissioni appositamente realizzate per lui.

Il 16 dicembre del 1939 ogni negozio Radiomarelli di Milano trasmetteva dalle proprie vetrine trasmissioni sperimentali.  

La guerra purtroppo porrà fine ad ulteriori progressi nel settore.

 

Immagini dell'Archivio Magneti Marelli

 

Bibliografia

Enzo Antonio Cicchino, Roberto Olivo, Mussolini, intrighi, amori, tradimenti e superstizioni, Nordpress edizioni, 2006

Franco Monteleone, Storia della radio e della televisione in Italia, Marsilio, 2000

La Radiotelevisione in Italia entra nel campo pratico, La Stampa di Torino, 1 maggio 1937

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