1935

 

Il celebre fumetto americano sbarcò per la prima volta in Italia nel 1932. Mario Nerbini, il 31 dicembre dello stesso anno, mandò in edicola il primo numero di Topolino, costituito all'ora da sole 8 pagine e dal costo di 20 centesimi.

Facciamo un passo indietro e vediamo quali erano i giornali destinati al giovane pubblico fino a quel momento. L'opera più famosa era il Corrierino dei Piccoli, uscito per la prima volta nel 1908 come supplemento al Corriere della Sera. Il giornale presentava delle storie accompagnate da rime baciate. I racconti vertevano sui buoni sentimenti e la politica ne restava fuori, tranne casi del tutto eccezionali come allo scoppio della prima guerra mondiale.

Durante il regime fascista però anche i fumetti ed i giornali destinati ai fanciulli furono piegati alla propaganda e nascono riviste specifiche come: Il giornale dei Balilla del 1923 poi ribattezzato Il Balilla e Piccola Italiana. Le strisce presenti erano di autori nazionali, ma presto i nostri disegnatori dovettero confrontarsi con la concorrenza americana.

A partire dagli anni Trenta inizia l'integrazione tra i fumetti nazionali e quelli d'importazione. L'anno di svolta fu appunto il 1932 con Nerbini che pubblicherà per l'Italia le avventure di Topolino fino al 1935. anno in cui la rivista (dopo 137 numeri) passerà nelle mani di  Arnoldo Mondadori.

Pare che Mussolini non disdegnasse le opere frutto dell'ingegno di Walt Disney, peraltro suo ospite un paio di volte a Roma. Eppure il Duce temeva che troppo <americanismo> potesse fuorviare la gioventù del littorio.

Nel 1938 il Ministero della Cultura Popolare, ribattezzato ironicamente Minculpop, impose l'abolizione completa di tutto il materiale di produzione straniera. Diverse fonti raccontano che fu Mussolini stesso ad ammettere una eccezione: Topolino.

Non furono solo i buoni rapporti con Walt Disney alla base di questa decisione. I figli minori di Mussolini, Romano e Anna Maria, erano accaniti lettori della rivista e fu per questo che Topolino passò indenne sotto la scure del Minculpop.

Nel numero del 27 aprile 1939 comparve un disegno intitolato "Casa di campagna", autrice: Anna Maria Mussolini. Questo il commento al disegno:<Siamo fieri di presentare in questa pagina il disegno qui riprodotto inviatoci dalla piccola Anna Maria Mussolini, figliuola del nostro Duce>. 

Lo stesso Romano figurava tra i giovani corrispondenti di Topolino. All'interno del giornale infatti vi erano delle rubriche, come il Corriere di Topolino, che davano risalto agli avvenimenti della cronaca nazionale ed ovviamente al Duce.

Con il tempo il giornale si politicizza sempre più. Nel 1938 compare la rubrica: Lanterna magica, dove un redattore, che si firmava sorcio verde, passa dall'esaltazione della donna fascista e della razza italiana agli elogi a Mussolini per avere salvato la pace mondiale con l'accordo di Monaco del 1938.

Nel 1941, in piena seconda guerra mondiale, la Direzione della Stampa Italiana ordinò la soppressione delle strisce Disney su Topolino. Mondadori scrisse al Ministro della Cultura Popolare: Alessandro Pavolini, affinchè si riconoscesse nelle tavole disneyane un elemento artistico e non un americanata.

Anche questa volta il giornale si salvò a patto che Topolino diventasse orfano, cambiasse il nome in Tuffolino, Minnie diventasse Mimma e la mucca Clarabella diventasse Claretta. Quest'ultimo nome però sarà presto modificato per evitare allusioni con l'amante del Duce, Claretta Petacci.

L'ultima puntata di Topolino comparirà il 21 dicembre del 1943 (numero 564) per poi riprendere nel dopoguerra.
 
 
 Topolino in camicia nera

 

 

 

 

 

Immagini

Topolino, fumetti e concorsi a premi

 

Video 

Giornale Luce B0718 del 1935

 

Bibliografia

Quando Topolino sconfisse il Minculpop, La Stampa di Torino, 30/12/2002

Il Duce ordina: Topolino chiamatelo Tuffolino, La Stampa di Torino, 30/03/1993

Il Duce graziò Topolino, La Stampa di Torino, 8/6/1994

I fumetti in camicia neradi Mario Bozzi Sentieri

E Mussolini amava gli eroi di Walt Disney, La Stampa di Torino, 1/10/1995

Da Topolino a Mandrake. Le censure del regime, di Luca Raffaelli, La Repubblica, 10/01/2012

Claudio Garabba,Il fascismo a fumetti, Guaraldi, 1973

 

 

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