“ L'incremento sportivo dato alla Nazione per il personale impulso di Benito Mussolini è stato grandissimo e i risultati ottenuti in breve tempo sono cospicui. Mancavano tuttavia dei centri sportivi atti a preparare razionalmente la gioventù alle competizioni mondiali e ad ottenere che le manifestazioni olimpioniche internazionali si svolgano anche nel nostro paese. Ciò fu sempre negato in passato per la mancanza dell’organismo necessario allo sviluppo delle varie gare.  L’Opera Nazionale Balilla, alla quale è affidata la cura dell’educazione fisica della gioventù, ha affrontato e risolto questo problema importantissimo con il Foro Mussolini che, ideato dall' On. Renato Ricci e progettato dall’architetto Enrico Del Debbio, sta sorgendo in un’area di 300.000 metri quadrati…”  La Stampa, 23 luglio 1929

Il Foro Mussolini, oggi Foro Italico, nacque affinché anche l'Italia potesse ospitare in modo adeguato, professionale e moderno importanti competizioni sportive. 

I lavori iniziarono il 5 febbraio del 1928. Coinvolsero 600 operai che lavorarono in modo solerte, disciplinato e quasi senza fare rumore, come precisano i resoconti dei giornali. Il complesso di edifici in costruzione prevedeva anche uno stadio in marmo:

 “[…] Esso è formato da dieci ordini di gradinate (tutte rivestite di marmo bianco di Carrara) sviluppanti complessivamente 5 km […] Al suo perimetro superiore verranno collocate 80 statue (alla fine saranno 60) donate dalle provincie"

 “[…] Sull’area davanti all’ingresso verrà rizzato l’obelisco dedicato al Duce[…] Gli operai carraresi vi incideranno semplicemente a caratteri romani, senza preparazione di disegno, le parole che dal Duce verranno appositamente dettate”

Attraverso i cinegiornali LUCE (video al termine dell'articolo) è possibile vedere le dure fasi relative al trasporto del monolite. Furono impiegati ben 36 paia di buoi che a fatica trascinarono per le vie della città l'imponente obelisco.

Nasce così a tempo di record quella che venne definita una vera e propria "città ginnico-sportiva". Infatti il 4 novembre del 1932 parte degli edifici principali (l'Accademia fascista maschile di educazione fisica, il Monolite, lo Stadio dei Marmi e lo Stadio dei Cipressi poi Stadio dei centomila e odierno Stadio Olimpico) erano stati ultimati.

La Stampa il 4 novembre del 1932 scrisse:

" Nel pomeriggio, alle ore 14, avrà luogo l'inaugurazione del Foro Mussolini [...] Il Foro Mussolini sorge, come è noto, sulla piana della Farnesina tra Ponte Milvio ed i nuovi quartieri di Piazza d'Armi; l'intera zona ha una superficie di 850.000 metri quadrati di cui 320.000 sono già occupati. Le opere edificate sono: la sede dell'Accademia fascista di educazione fisica; il grande Stadio Mussolini; l'obelisco Mussolini; il grande Stadio dei Cipressi. Nel programma dei lavori debbono essere completati in breve tempo: la piscina coperta, la piscina scoperta, il teatro all'aperto, gli edifici per l'alloggio degli atleti olimpionici, i vari campi di rugby, palla al canestro, tennis; l'autoparco capace di tremila macchine, il tiro al volo, il galoppatoio e le scuderie"

 Non tutti gli edifici furono ultimati nel 1932. I giornali ed i cinegiornali però puntualmente documentavano l'andamento dei lavori. La Stampa dell'11 giugno del 1937:

“Le terme del Foro Mussolini verranno aperte al pubblico sabato prossimo[…] Il pavimento della sala è in mosaico di marmo. La vasca  è completamente rivestita di lastre di marmo. Le gradinate possono contenere circa duemila spettatori[…] I due spogliatoi con cabine maschili e femminili contengono rispettivamente 700 posti. Annesso alla piscina è il grande salone adibito alle cure elioterapiche[…] Gli impianti elettrici, termici, sanitari, idraulici, di depurazione e sterilizzazione dell’acqua sono stati eseguiti da ditte italiane con materiali nazionali"

Nel 1936 alla Mostra del Cinema di Venezia fu presentato un documentario di Antonio Marzari intitolato: "Foro Mussolini". (La Stampa 17 agosto 1936)

La pavimentazione in mosaici del Viale che conduceva all'obelisco del Foro Mussolini fu completata invece nel 1937 con, sottolinea il cinegiornale Luce, “fascistica rapidità”. 

Questa città dello sport fu pensata, con molta probabilità, per permettere all'Italia di ospitare le Olimpiadi del 1944. L'entrata in guerra nel giugno del 1940 impedì la realizzazione di questo progetto ed il completamento della cittadella dello sport.

La storia del Foro Mussolini continuerà anche dopo la fine del ventennio. Agosto 1960: Roma finalmente ospita i Giochi Olimpici ed il Foro, non più Mussolini ma Italico, avrà una parte importante. Gli occhi degli sportivi, e non solo, di tutto il mondo saranno concentrati anche su quella struttura pensata e realizzata durante il ventennio. 

Il governo italiano era stato messo sotto pressione affinché fosse eliminato o nascosto tutto quello che ricordava l’era fascista. Nel solo Foro Italico i simboli fascisti erano ovunque. Sfogliando alcuni quotidiani leggiamo i seguenti titoli: “Sarà eliminata la scenografia fascista che ridicolizza lo Stadio mussoliniano? (La stampa 5 luglio 1959)”.

Quando ci rese conto dell’impossibilità dell’opera di smantellamento sui giornali si leggeranno titoli di questo tono: “Resteranno al Foro italico le sessanta frasi “duce a noi” (La Stampa 7 ottobre 1959). Alcuni giornalisti furono molti espliciti parlando di Olimpiadi all’ombra del Duce. La Stampa dell’8 ottobre 1959:

“Imposte le scritte fasciste della Farnesina ai turisti ed agli atleti di tutto il mondo. Tra i pretesti è anche il risparmio dei milioni necessari a rimuoverle. Per i Giochi del 1960 però si spendono decine di miliardi. In Germania sono stati distrutti tutti i monumenti eretti a gloria di Hitler e per ordine del governo si diffondono film che mettono in rilievo le nefandezze del nazismo”

Nulla quindi fu toccato...o quasi. In realtà a pochi giorni dall'inizio delle gare alcuni operai ebbero l'incarico di eliminare le frasi "più accese". La Stampa, 10 agosto 1960:

" La cancellatura delle famigerate scritte fasciste al Foro Italico (ex Foro Mussolini) si svolge piuttosto in sordina, quasi clandestinamente, è evidente che non si vuol dare troppo nell'occhio [...] Ieri sera, col favore dell'oscurità, due o tre operai soltanto hanno messo mano all'opera, riparandosi con speciali pannelli di legno da eventuali occhi indiscreti [...] Stamani due scritte, delle centinaia che spiccano, risultavano rimosse: la formula del giuramento fascista (Giuro di eseguire senza discutere gli ordini del duce) ed il richiamo all'assedio economico [...] Altri operai hanno invece restaurato, con arte paziente, le tessere di un tratto di mosaico [...]"

Ma non solo. Il Comitato Olimpico Italiano, in quei caldi mesi di preparazione alle Olimpiadi, si riuniva ogni mattina in una sala posta sempre all'interno del Foro. La sala in questione presentava due pareti coperte da grandi panni verdi: ricordo dell'esercito americano che trasformò (1944) il Foro Mussolini in un centro di riposo destinato alla Quinta Armata. Sotto quei grandi teli si celavano dei quadri in cui si celebrava il fascismo. Per la cronaca, i quadri resteranno coperti fino al 1997 e di recente è stata lanciata una di petizione affinché vengano ricoperti nella prospettiva di una candidatura olimpica. 

Tralasciando ogni polemica, ci piace concludere questo articolo ricordando lo scopo del Foro voluto da Mussolini: 

"La Nazione avrà così nel Foro intitolato al nome del Duce il monumento che documenterà ai futuri la passione e la fede del popolo, la sua rinascita economica e spirituale e il riannodarsi anche in questo campo dell’Italia di Vittorio Veneto alla tradizione insigne di Roma Imperiale e Papale". La Stampa, 23 luglio 1929

 

Immagini

 

  • La Stampa, 10 agosto 1960
  • La Stampa, 12 agosto 1960
  • La Stampa, 12 giugno 1937
  • La Stampa, 14 marzo 1990
  • La stampa, 28 febbraio 1996
  • La Stampa, 28 febbraio 1997
  • La Stampa, agosto 1936
  • Particolari
  • Apoteosi del fascismo, Foro Italico
  • Obelisco
  • Foto di Fillippo Fari
  • Foto di Fillippo Fari
  • Foto di Fillippo Fari
  • Foto di Fillippo Fari
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Video

Il faticoso trasporto dell'obelisco nel 1929

L'innalzamento dell'obelisco nel 1932

L'Inaugurazione del Foro Mussolini nel 1932

Lo stadio Olimpico e le ultime opere terminate nel 1936

La realizzazione dei mosaici nel 1937

La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici del 1960 al Foro Italico

 

 

Bibliografia

Il Foro Mussolini, La Stampa 23 luglio 1929

Le nuove opere del Foro Mussolini, La Stampa 11 giugno 1937

David Maraniss, Roma 1960 - Le Olimpiadi che cambiarono il mondo, Rizzoli, 2010

 

 

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