L’Italia è in guerra e sui giornali si denunciano apertamente con tanto di nomi, cognomi e reato commesso, chiunque voglia approfittare della situazione per fare illeciti arricchimenti.

La Stampa di Torino, in data 4 luglio 1943, denuncia diversi casi:

I festaioli di Revigliasco

Il cav. Ochetto e due suoi impiegati assegnati al Campo di concentramento: chiusura della panetteria che aveva confezionato una parte dei dolci

In seguito alla grave infrazione alle leggi di guerra commessa dal cav. Ochetto Pietro fu Giorgio, capo-servizi ammassi cereali del Consorzio Agrario Provinciale di Torino […] il Prefetto ha disposto l’assegnazione al campo di concentramento del sunnominato e dei suoi due impiegati […] Il Prefetto ha disposto inoltre la chiusura a tempo indeterminato della panetteria di Balbo Anna in via…[…] per aver confezionato parte della pasticceria per la festa.

E poi ancora:

Gli agenti della squadra annonaria hanno ieri mattina compiuto una fruttuosissima indagine nei mercati […] constatando alcune gravi irregolarità, dichiaravano in arresto e denunciavano i seguenti negozianti […] sono stati sequestrati chilogrammi 464 di pesche, kg 114 di albicocche, kg 45 di fagioli …

Le infrazioni annonarie non erano tollerate:

Esemplari condanne per reati annonari

Roma, Il sig. […] è stato giudicato dalla Corte di Appello di Roma per essersi rifiutato […] di vendere nel mercato di Civitavecchia dei filati asserendo di esserne sprovvisto. Un agente di P.S. intervenuto per i reclami di diversi presenti, procedette a perquisizione e rinvenne diversi rocchetti e spagnolette di filo nascosti in una cassa sotto il banco di vendita. Il Tribunale di Roma irrogò la pensa di 6 mesi di reclusione e lire tremila di multa.  (La Stampa 20 aprile 1943)

Si rubava qualunque cosa:

Ruba in un presepe le armi dei Re Magi

Roma, un furto singolare è stato consumato ai danni del monumentale presepe settecentesco di via dell’Impero. L’altro girono, durante una ripresa cinematografica del presepe stesso, essendosi dovute togliere temporaneamente le transenne che lo circondano, non è stata impresa difficile per un ignoto ladro strappare ed esportare le minuscole armi dei Re Magi e una gabbietta di finissima fattura […] Questi ninnoli non hanno alcun valore intrinseco… (La Stampa, 5 Febbraio 1943) 

Ambulante derubata del carretto della mercanzia

O la signora [...] è la donna più sbadata di questo mondo, ovvero i ladri che l'hanno presa di mira sono stati a scuola dal diavolo in persona. Perchè non c'è precedenti che una venditrice ambulante [...] sia stata derubata del carretto della mercanzia. Il valore della mercanzia rubata (filati ecc.) fu di circa 10.000 Lire. (La Stampa, 9 agosto 1944)

Il gioco d'azzardo non era ammesso. In un momento tanto delicato per i destini della Nazione si rischiavano gravi sanzioni:

Sospesi dal partito per aver giocato d’azzardo

E’ quanto successe a seguito di una irruzione della polizia in un appartamento dove alcune persone erano intente a giocare d’azzardo. Furono sequestrate 7.400 lire. Sospensione dal partito ed arresti vari perché: “Mentre il popolo lavora e combatte per la Vittoria, venivano sorpresi a giuocare d’azzardo, dando prova di mancanza di sensibilità e morale fascista.

Nonostante le multe, gli arresti e le sospensioni dal partito, continuavano le truffe:

Quaranta chili di olio nelle valigie di due fidanzati

Provenienti da Monopoli scendevano ieri alla nostra stazione (Torino) […] I due portavano quattro grosse valigie che per le dimensioni ed il peso insospettivano gli agenti in servizio di vigilanza. Invitati a mostrarne il contenuto, dichiaravano senz’altro trattasi di 40 kg di olio. 

Vi era un mercato nero anche per le gomme delle auto a seguito del divieto di venderle. Prezzo stimato per le gomme al mercato nero: 7000 lire (La Stampa, 21 aprile 1943). 

A Venezia si vendevano invece surrogati di caffè di fabbricazione clandestina. Cento mila lire l'ammontare della multa inflitta. (La Stampa, 10 maggio 1943)

Condanne anche per chi rubava damigiane d'olio e per chi "osava ascoltare radio nemiche". Da La Stampa del 12 maggio 1943 :

Fa sentire una radio nemica a tutto uno stabilimento

Milano. […] recatosi in uno degli uffici della fabbrica per telefonare, apriva una radio situata nell’ufficio e in collegamento con gli altoparlanti distribuiti nel cortile dello stabilimento. A un certo momento gli altoparlanti diffondevano per tutto lo stabilimento una voce poco chiara, che era quella di una radio nemica. Tratto in arresto, il giovane ammetteva il fatto negando però l’intenzione di aver voluto ascoltare la trasmissione nemica, adducendo che si trattava di un errore […]  (4.000 Lire la multa inflitta)

I bombardamenti, oltre alla fame e alla ricerca di mezzi per sopravvivere, erano uno dei peggiori incubi. Al suono dell'allarme aereo si era costretti ad abbandonare le proprie abitazioni sperando di ritrovarle integre al proprio ritorno. Ma non era questa l'unica preoccupazione. Approfittando della naturale confusione dovuta alla corsa verso il rifugio, non erano pochi coloro che ne approfittavano per saccheggiare le abitazioni.

La Stampa del 27 luglio 1944 riporta questo episodio di cronaca:

“ Un triste episodio durante l’ultima incursione: Le bombe le uccidono il marito e una compagna di rifugio la deruba […] Ecco quanto, fra le lagrime, attorniata dai suoi tre figlioletti, la infelice donna è riuscita a narrarci. Suonano le sirene d’allarme. Il marito, cameriere in un caffè del centro, è da poco rincasato per la colazione ed ha fretta di ritornare al lavoro. Raccomanda alla moglie di portarsi in fretta in rifugio con i bimbi, che lui, appena mangiato il poco disponibile, l’avrebbe raggiunta […] Fatalità volle che alcune bombe nemiche cadessero proprio sulla sua casa […] La casa era un cumulo di macerie […] Calmatasi un po’ si doveva accorgere che un’altra sciagura l’aveva colpita. Scendendo in rifugio, aveva portato con sé una borsa in cui aveva ficcato in tutta fretta il danaro che possedeva. Tutti i risparmi della famiglia, ed alcuni oggetti d’oro che rappresentavano tutta la sua fortuna. Uscendo dal rifugio, dovendo scavalcare alcuni cumuli di macerie, affidò la preziosa borsa […] ad una donna con la quale aveva sostato in rifugio e con la quale aveva a lungo parlato, per aiutare i propri bimbi a superare l’ostacolo delle macerie […] Dove era la donna alla quale aveva affidata la borsa? […] Esortiamo la donna a non vivere col rimorso di aver privato dell’indispensabile tre orfanelli ed una povera vedova.

C'era anche chi, nonostante il pericolo incombente, trovava il tempo per litigare:

Anche durante gli allarmi v'è chi trova modo di attaccar lite [...] Tale [...] durante uno degli allarmi di mercoledì scorso è venuto a diverbio con uno sconosciuto e si è buscato una ferita da taglio alla fronte. (La Stampa 19 agosto 1944)

Le privazioni e la brutalità della guerra diffondevano anche nella popolazione femminile un certo nervosismo e soprattutto l'istinto all'autodifesa.

La Stampa 11 settembre 1944

Ladro scoperto e bastonato che sviene nelle braccia della bastonatrice

Tale [...] di anni 42, penetrando nottetempo nell'osteria [...] si accingeva a rubare una biciletta. Egli svegliava però la donna, che, accorsa, dato di piglio ad un bastone, legnava sonoramente l'uomo il quale, incapace di reagire, sveniva come una femminuccia [...]

 

 

Immagini

  • La Stampa, 1 gennaio 1943
  • La Stampa, 8 luglio 1944
  • La Stampa, 8 luglio 1944
  • La Stampa, 8 settembre 1944
  • La Stampa, 11 settembre 1944
  • La Stampa, 13 luglio 1944
  • La Stampa, 21 aprile 1943
  • La Stampa, 22 aprile 1943
  • La Stampa, 27 luglio 1944
  • La Stampa, 1944
  • La Stampa, 1944
  • La Stampa, 1944

 

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