Nel luglio del 1935 alcuni quotidiani riportarono la notizia del viaggio in Europa del papà di Topolino: Walt Disney. Un viaggio che dai più fu definito turistico/commerciale. In particolare la tappa italiana aveva come scopo definire il passaggio dei diritti dei personaggi Disney dalla Nerbini alla Mondadori. 

Il 19 luglio 1935 si annunciano i preparativi per l'ormai prossima visita di Walt Disney a Roma. La città è attraversata da un clima di festa e fioccano le manifestazioni dedicate ai celebri personaggi disneyani. La Stampa, 19 luglio 1935:

"Per festeggiare uno dei più grandi artisti che lo schermo abbia prodotto fino ad ora, il Dopolavoro cinematografico dell'Urbe ha organizzato in suo onore una grande serata di gala al cinema Barberini [...] In onore di Disney saranno presentati dei cartoni animati assolutamente nuovi per l'Italia[...]" 

In quell'occasione erano presenti anche le telecamere dell'Istituto Luce. Fu realizzato un breve cinegiornale dedicato alla serata di gala in suo onore.

Sebbene non vi siano fonti sicure e manchino foto ufficiali dell'evento, Walt Disney avrebbe avuto un incontro a Palazzo Venezia con Mussolini. Roy Disney, fratello di Walt e suo compagno di viaggio del tour europeo, ne parlò in una intervista concessa a Richard Hubler. Roy si espresse in questi termini: 

“Walt fu ricevuto da Mussolini durante quel viaggio. Mussolini conosceva Walt e fu molto, molto cordiale e conversammo a lungo sui nostri cartoni. Parlava un inglese corretto. Aveva un ufficio grande… davvero enorme. Lui era seduto in un angolo e noi dovemmo attraversare tutta la sala. Il signore che ci accompagnava calzava un paio di quelle scarpe italiane scricchiolanti che tutti conosciamo. E così, a forza di gniic, gniic, gniic, gniic, ci condusse da Mussolini. Lui era seduto là, e rimaneva un po’ in ombra, mentre noi eravamo illuminati da una lampada. Fu molto piacevole e cordiale. Ci parlò con vanto anche dei treni. ‘Ora potete viaggiare sicuri sui treni. Fino a un anno fa capitava che venissero fermati e assaliti dai rapinatori. Ora non lo fanno più’…”.

La stima di Mussolini verso il lavoro di Walt Disney è confermata anche dai Diari di Claretta Petacci, amante del Duce:

"Sono stato a vedere Biancaneve e i sette nani: bellissimo, fantastico. Mai credevo possibile una cosa così bella. Non c'è più bisogno di Greta Garbo, di attori, quando si riesce a fare uno spettacolo di questo genere. Devi vedere che colori, che tinte, che disegni! E poi la fantasia di quest'uomo è straordinaria nel creare le cose strane: pinate, fiori, uccelli...magnifico!"

Walt Disney fu accolto sicuramente a Villa Torlonia. I piccoli di casa, Romano ed Anna Maria, erano lettori di Topolino e la visita fu quindi molto gradita e soprattutto ricordata in alcune interviste. La visita si svolse nello studio privato di Mussolini e alla presenza di un interprete. L'incontro è ben raccontato da Maria Scicolone nel libro " A tavola con il Duce":

"Al termine del colloquio privato, i due uomini [...] trovarono schierata tutta la famiglia [...] Romano, senza chiedere il permesso a nessuno, pregò Disney di seguirlo nella sua camera[...] iniziò a bombardarlo con una serie di domande [...] Walt Disney rispose a tutte le domande, divertito dall'entusiasmo del giovane interlocutore [...] al suo rientro in patria avrebbe personalmente riferito al presidente Roosevelt che uno dei Mussolini si occupava di Mickey Mouse e non di altro [...] Seguì un breve silenzio, poi Mussolini scoppiò a ridere [...] replicando: "Credo che il presidente di un grande paese come il vostro abbia altre cose cui pensare, e in fondo non sia troppo preoccupato dei brontolii della vecchia Europa"

La visita terminò con un omaggio alla famiglia Mussolini: un enorme Topolino di legno! Romano Mussolini, a distanza di anni dall'episodio, ricordò in una intervista:

"Durante una sua visita in Italia venne ricevuto (Walt Disney) da mio padre e in quell’occasione regalò a me e ad Anna Maria un enorme Topolino di legno. Si trattava di un Topolino alto come me. Lo abbiamo tenuto sempre in casa. Poi, come altre cose, ci è stato portato via. Eravamo molto affezionati a questo oggetto, che tuttora rimpiango. Avevamo una sala adibita a studio per me e per Anna Maria, nella quale tenevamo anche i giocattoli. Questo Topolino troneggiava in mezzo a tante altre cose. Nel pomeriggio, dopo essere stato ricevuto a Palazzo Venezia, Disney venne anche a Villa Torlonia. Era l’estate del 1935"

Forse non tutti sanno che proprio nel gennaio del 1935 era sorto, all'interno dell'Istituto Luce, un laboratorio dedicato proprio alla creazione di disegni animati stile disney: la C.A.I.R. (Cartoni Animati Italiani Roma):

"Merito dell'Istituto Luce è stato quello di iniziare questa produzione italiana di cartoni animati in bianco e nero con un genere completamente nuovo: quello politico, e non per questo meno divertente. Il pubblico ne ha visto un primo saggio nella Rivista Luce N.1: Un idillio a Ginevra"

Nello stesso articolo si sottolinea come si sia ancora lontani dalla perfezione e soprattutto dalla strumentazione americana, tuttavia:

"Questo piccolo laboratorio dell'Istituto Luce ha in embrione oggi tutto quello che occorrerà in un domani più o meno vicino alla produzione regolare di cartoni animati italiani, i quali una volta raggiunta la dovuta perfezione del disegno in bianco e nero potranno affrontare con successo quello a colori"

Così lavoravano i pionieri italiani del cartone animato:

"Per ora da noi il personale è limitato e deve ancora impadronirsi di quella necessaria pratica a questo genere di lavoro. Per realizzare da noi un cartone occorrono, dunque, circa due mesi di lavoro. Una volta avuta la sceneggiatura, e disegnati i vari tipi dei principali personaggi, s'inizia [...] la scomposizione di ciascun movimento su fogli di carta velina posti su apposite tavole [...] Per girare un solo metro di pellicola occorrono circa 50 disegni, quindi per un film di 250 metri si arriva facilmente alla rispettabile cifra di circa 12.000 disegni [...] La macchina da presa è situata in alto perpendicolarmente ad un tavolo dove uno dopo l'altro vengono presentati i fogli [...] La macchina da presa docile al comando dell'operatore scatta un fotogramma alla volta [...]Infine queste singole inquadrature vengono montate in varie scene [...] Ultima fase: la sincronizzazione delle parole, della musica e dei rumori che di solito viene fatta separatamente su tre colonne distinte e in ultimo mixate in un'unica e definitiva"

 

  

Disegnatori della C.A.I.R.

 

Sappiamo quindi dai giornali che il primo lavoro di questo avveniristico laboratorio fu L'Idillio di Ginevra. Scarse le informazioni su altri lavori terminati e proiettati nelle sale. Sicuramente si lavorò alla realizzazione di un cartone animato dedicato a Pinocchio. Si prospettava come un lavoro lungo e complesso. Da un articolo pubblicato su la Stampa il 12 febbraio 1935:

"Il lavoro è immenso. Bisognerà fare circa 110.000 disegni. Calcolando una media di 300 disegni al giorno, occorrerà al minimo un anno [...] La musica sarà scritta, pare, da Umberto Giordano, Accademico d'Italia. Il costo complessivo del film è preventivato in un milione di lire italiane"

Il film "Le avventure di Pinocchio" è considerato perduto. Talune fonti invece sostengono non sia mai stato terminato. Un articolo de La Stampa dell'ottobre del 1935 riporta invece che:

"Tenacemente prosegue la lavorazione di Pinocchio giunta quasi al suo termine [...] negli intendimenti dei produttori questo dovrebbe essere come un vasto preludio a una serie di disegni animati di corto metraggio [...]"

Inoltre su una rivista del 1936 dedicata al mondo del cinema (Lo schermo) è possible vedere una réclame dedicata proprio alla presentazione di questo film.

 

 

 

 

In rete non c'è traccia del video del film, esistono tuttavia diverse immagini del cartone animato

 

 

Bibliografia

Disegni animati italiani, La Stampa 29 gennaio 1935

Pinocchio sullo schermo, La Stampa 12 febbraio 1935

Dietro lo schermo, La Stampa 29 ottobre 1935

Claretta Petacci, Mussolini segreto, Rizzoli, 2009

Maria Scicolone, A tavola con il Duce, Gremese Editore, 2004

Le avventure di Pinocchio

Fascismo, fumetto e cartone animato: Mussolini e Disney

 

Video

Giornale Luce B0718 del 1935

 

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