La sagra della nuzialità ed i premi elargiti alle giovani coppie di sposi risalgono al 1933. In occasione dei matrimoni di massa, ma anche nel corso di altre manifestazioni (Gionata della Madre e del Fanciullo), il partito, e spesso anche Mussolini, offrivano agli sposi premi in denaro:

"La Sagra della nuzialità, questa iniziativa che la Federazione dell'Urbe ha assunto secondo le direttive del Segretario del partito, ha suscitato il più vivo entusiasmo nell'Urbe e nella provincia [...] Il Segretario del Partito che partecipa al ricevimento chiama ad una ad una le coppie per consegnare loro una busta su cui c'è, in un motivo allegorico, l'effige del Duce; nella busta vi è una somma che la generosità del Capo del Governo ha voluto offrire a ciascuno"

A Roma (1933) le coppie coinvolte nella Sagra della nuzialità furono, in un solo giorno, circa 800. La manifestazione prevedeva, oltre al rito nuziale che per ogni coppia si svolgeva nella propria parrocchia, una cerimonia collettiva presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, seguiva poi una sfilata per le vie della città ed una festa presso le sale, riccamente adornate, del Dopolavoro dell'Urbe. La musica di alcune orchestrine, doni floreali e confetti allietavano l'evento:

"L'avvenimento rimarrà certo memorabile non solo per gli sposi novelli, ma anche per la cittadinanza che ha espresso alle coppie i voti più lieti per il loro avvenire con una squisita manifestazione di cordialità romana e di simpatia fascista"

La giornata si concluse con la visita al Pontefice:

"Pio XI verso le 19,15 si è presentato accolto da applausi. Tutte le coppie erano genuflesse lungo le pareti e il Papa ha fatto il giro delle sale, dando a ciascuno la mano a baciare e ascoltando con vivo interesse [...]

Seguiva poi un discorso/benedizione alle nuove famiglie e la consegna di doni in ricordo della giornata: un foglietto celebrativo del matrimonio, una medaglia della Vergine, un rosario.

L'iniziativa si diffuse subito in tutta Italia. Nel 1934 a Velletri 126 coppie si sposarono in coincidenza con il XII anniversario dell'era fascista. La scelta di sposarsi in occasione di importanti anniversari per il regime era dettata soprattutto da motivi economici (non tutte le coppie però sceglievano di contrarre matrimonio in occasione di date celebrative del regime ricevendo comunque il loro premio).

Nel 1936 fu organizzato Il treno degli sposi con il coinvolgimento di 300 coppie dell'astigiano in viaggio a Roma per incontrare il Papa e Mussolini. I giovani sposi avevano in comune la data delle nozze: 28 ottobre.

Da un articolo pubblicato su La Stampa il 6 marzo 1933 apprendiamo che:

"Il Segretario federale di Genova ha istituito cento premi di nuzialità di 500 lire ciascuno, per i fascisti che si sposeranno nel periodo corrente dal 23 marzo al 28 ottobre prossimi"

Sfogliando i quotidiani scopriamo che anche altri segretari elargivano la stessa somma e anche di più:

"Savona, il Segretario Federale ha istituito dieci premi di cinquecento lire caduno per quei fascisti che si sposeranno durante il periodo che corre dal 23 marzo al 28 ottobre prossimo. Inoltre ha disposto in dono la somma di seicento lire a quelli che, avendo prole illegittima, regolarizzeranno entro lo stesso termine, la propria unione"

Le coppie, al termine del rito nuziale, si recavano alla locale Casa del fascio per ritirare il premio. I premi di nuzialità  avevano cifre che variavano in base alla città, al particolare momento vissuto dalla Nazione ed anche in base all'eventuale lavoro svolto. 

Il premio di nuzialità a Brescia era di ben 1000 lire, mentre a Bari aveva come scopo anche aiutare "le giovani nubili povere che non possano contrarre le nozze per mancanza di mezzi".

In media comunque si aggirava intorno alle 500 lire ed in alcune province era elargito indipendentemente dalla data scelta per le nozze. A Pesaro, per esempio, nel 1933 il comitato di presidenza del Consiglio provinciale dell'Economia Corporativa:

"Ha deliberato di assegnare sei premi di nuzialità da L. 500 ciascuno da conferirsi ai lavoratori iscritti nelle organizzazioni sindacali della Agricoltura, dell'Industria e del Commercio che contrarranno matrimonio nell'anno in corso"

Nel 1934 a Torino la somma scese a 400 lire ed era elargita anche alle coppie in difficoltà economiche che avevano già contratto matrimonio l'anno precedente. I nomi dei fortunati erano riportati sui giornali. Accanto al premio di nuzialità era previsto anche quello di natalità sempre di 500 lire. Tale buono però poteva essere riscosso solo al momento della nascita del primo figlio, nascita che doveva avvenire nei primi due anni del matrimonio.

In occasione dell'ormai prossimo conflitto in Etiopia i premi della nuzialità acquisirono un ulteriore significato patriottico:

La Stampa 2 maggio 1935

Premi per i richiamati del '911 che passano a nozze

Il Governo nazionale Fascista [...] ha disposto che tutti i richiamati alle armi appartenenti alla classe 1911, che si sposano nel maggio del corrente anno, godano di una licenza di 15 giorni e di un premio di lire 500 [...] E' stato disposto di assegnare un premio di L.500 a tutte le coppie di sposi torinesi non abbienti in età dai 25 ai 30 anni che contraggono matrimonio [...] Il podestà [...] ha deliberato che uguale premio sarà conferito ai richiamati del 1911 che si sposano nel prossimo maggio, e che si trovano nelle condizioni meno agiate [...]

Gli aiuti a favore dei richiamati riguardavano anche gli affitti delle abitazioni con speciali agevolazioni:

"L'Istituto Case Popolari di Torino ha già deliberato di concedere ai suoi inquilini richiamati titolari di alloggio, ed unico sostegno della propria famiglia, che lascino questa in condizioni disagiate, l'abbuono del 50 per cento dell'affitto [...] fino al loro congedo"

 I premi di nuzialità per i dipendenti statali erano decisamente diversi. La Stampa, 15 maggio 1935:

"La Presidenza del Consiglio, con fondi a sua disposizione [...] al fine di agevolare nel personale dipendente dallo stato i matrimonio e la natalità, ha stabilito i seguenti premi [...] che saranno dati in contanti all'atto del matrimonio: 

- Per gli Ufficiali delle Forza Armate Lire 5.000

- Per i funzionari (suddivisi in vari gruppi) la cifra si aggira tra le 4.000 e le 3.000 lire

- per i salariati e il personale assimilato lire 1500

Ad integrare le somme destinate alle giovani coppie, come abbiamo avuto modo di accennare, provvedeva lo stesso Mussolini. Nell'aprile del 1936 Mussolini ricevette alcuni dirigenti dell'Agip. Durante l'incontro era stato mostrato al Duce il lusinghiero bilancio dell'anno 1935. A tal proposito il presidente dell'Agip consegnò al capo del governo 100.000 lire che furono immediatamente destinate all'incremento dei premi di nuzialità e natalità. La notizia fu riportata da La Stampa con un trafiletto in ultima pagina!

A volte capitava che il capo del governo visitasse delle località mentre erano in corso dei matrimoni. Siamo nel 1937 a Premilcuore (Forlì):

"Stamane, dopo aver visitato la Casa del Fascio di Predappio [...] il Capo del Governo, accompagnato da Donna Rachele, si recava nella chiesa parrocchiale di Premilcuore, ove stava svolgendosi il rito nuziale di venticinque coppie di sposi"

L'arrivo fu improvviso ed inaspettato e si concluse con un dono speciale da parte di Mussolini:

"Fra vibranti acclamazioni, il corteo giungeva così alla Casa del fascio, ove le coppie ricevevano dal segretario i premi di nuzialità del Partito, ai quali il Duce aggiungeva la personale offerta di trecento lire per ogni sposo reduce dall'A.O.I. e di duecento lire per ognuna delle altre coppie"

In quello stesso anno a Bologna (21 aprile) oltre 1000 coppie parteciparono alla sagra della nuzialità. La cronaca dell'evento lascia subito il posto alla critica verso chi era restio al matrimonio:

"Il fascismo non desisterà un attimo dalla sua guerra spietata ai disertori di una così vile battaglia: i celibi e i coniugati egoisti senza prole" 

Torniamo un attimo alla manifestazione. Leggiamo che anche in questo caso, al consueto "regalo" della Federazione dei Fasci, Mussolini volle aggiungere un suo personale dono di 200 lire a coppia.

 A partire dal 1937 si aggiunsero anche i prestiti di nuzialità:

"Ai premi di nuzialità e di natalità già in notevole sviluppo si aggiungono ora i prestiti di nuzialità che possono essere concessi fino alla somma di tremila lire. La restituzione di tali prestiti avrà inizio entro un anno dalla celebrazione del matrimonio con opportuni ritardi e abbuoni per le coppie più prolifiche"

I premi continuarono anche dopo lo scoppio della guerra con un occhio di riguardo per i richiamati alle armi. Nel bimestre settembre-ottobre 1941 furono erogati 2940 premi di nuzialità per un importo di 6 milioni di lire. Nel 1942 i beneficiari dei premi furono 70 mila coppie per un valore di oltre 40 milioni di lire. In quello stesso anno si decise di assegnare premi speciali a quelle famiglie che "con notevole sacrificio si sono affigliate bambini abbandonati".

 

 

 

Bibliografia

 

La sagra della nuzialità, La Stampa 30 ottobre 1933

La sagra della nuzialità a Roma, La Stampa 31 ottobre 1933

Premi di natalità e nuzialità, La Stampa 6 marzo 1933

I premi di natalità e di nuzialità, La Stampa, 7 marzo 1933

Iniziative fasciste a Pesaro per lo sviluppo demografico, La Stampa 8 marzo 1933

Duecentomila lire di premi deliberate dalla Federazione dei Fasci, La Stampa 9 ottobre 1934

Premi per i richiamati del '911 che passano a nozze, La Stampa 2 maggio 1935

I premi di nuzialità e natalità ai dipendenti dello Stato, La Stampa 15 maggio 1935

Il Duce riceve i dirigenti dell'Agip, La Stampa 12 aprile 1936

Il treno degli sposi, La Stampa 5 novembre 1936

La seconda sagra nuziale in provincia di Alessandria, La Stampa 18 febbraio 1937

Sagra della nuzialità nel forlivese, La Stampa 30 marzo 1937

Il Duce a Premilcuore assiste alle nozze di 25 coppie e offre loro un gradito dono, La Stampa 25 aprile 1937

Il Comune di Bologna, aprile 1937

Premi di nuzialità e natalità erogati per oltre 875 milioni dall'inizio della concessione, La Stampa 11 dicembre 1941

La celebrazione della Giornata della Madre e del Fanciullo, La Stampa 25 novembre 1942

Annabella Gioia, Donne senza qualità. Immagini femminili nell'archivio storico dell'Istituto Luce, FrancoAngeli, 2010

 

Video

 

Giornale Luce B0359 del 30/10/1933

Giornale Luce B0419 del 1934

Giornale Luce B1083 del 28/04/1937

129 coppie celebrano il matrimonio, Cerignola 1937

 

Global News