Il Calcio Illustrato, 26 luglio 1933

 

Milano, Via Stoppani 12, anno 1933. Un gruppo di grintose ragazze da il via al primo esperimento di calcio femminile in Italia. Erano le ragazze di quello che passò alla storia come GFC, Gruppo Femminile Calcistico.

Quel sogno durerà solo nove mesi. Leandro Arpinati, presidente del C.O.N.I dal 1926 al 1933, non fu contrario al calcio femminile, a patto però che gli incontri fossero privati e non aperti al pubblico. Sarà Achille Starace, segretario del partito e successore di Arpinati alla carica di presidente del CONI, a bloccare tutto. Sorte simile era toccata in Inghilterra alla squadra delle Signore del Kerr (una squadra di operaie dell'omonima azienda). Il 5 dicembre 1921 arrivò il provvedimento della federazione inglese che decise di bandire questo sport:

“A causa dei reclami fatti a proposito del calcio femminile, il Consiglio si sente costretto ad esprimere il suo parere, ritenendo il calcio inadatto alle donne e per questo motivo non deve esserne incoraggiata la pratica. Il Consiglio richiede, quindi, alle squadre appartenenti all’Associazione di non far disputare tali incontri sui loro campi di gioco”

Accadrà la stessa cosa in Italia qualche anno dopo.

Del GFC facevano parte una trentina di ragazze (studentesse, impiegate, sartine, modiste) dai 14 ai 20 anni, tutte autorizzate dai genitori pena l'esclusione dalla squadra. Le più anziane formavano il Direttorio Sportivo. Le partite erano di due tempi da 15 minuti, il gioco doveva svolgersi rasoterra (niente colpi di testa) e la palla era poco più grande di quelle di gomma usate dai bambini. 

In porta non vi erano donne, ma ragazzi. L'appartenenza al gruppo non prevedeva il pagamento di nessuna quota associativa. Scarpe, calzettoni, cavigliere, maglie e sottanina erano però acquistate a loro spese. La divisa da gioco non doveva destare scandalo, nonostante nel resto del mondo simili problemi non esistessero (le giocatrici di baseball giapponesi avevano la stessa divisa dei colleghi uomini e le atlete tedesche si esibivano in canottiera e calzoncini). 

Scartata l'ipotesi scabrosa dei calzoncini, si optò per una "sottanina" nera simile a quella utilizzata dalle colleghe cestiste. I colori chiari erano banditi perché lasciavano intravedere parti del corpo.

Un abbigliamento sobrio, molto diverso da quello delle donne impegnate nelle gare di atletica. A questo proposito occorre fare una precisazione. Durante le gare di atletica era concesso indossare calzoncini e maglietta, fuori dal campo però era obbligatorio indossare la tuta (chiamata anche pigiama da alcuni giornalisti). Per farvi un'idea delle diverse divise da gara indossate dalle donne durante il ventennio, potete visionare la galleria fotografica al termine dell'articolo.

Le agguerrite ragazze del GFC, per portare avanti il loro sogno, si avvalsero di tutti gli strumenti mediatici che avevano a disposizione. Scrissero lettere alle redazioni dei giornali sportivi, inviarono i calendari degli incontri e le foto delle gare. 

Il settimanale Il Calcio Illustrato prese in simpatia le ragazze e  dedicò loro foto, articoli ed interviste, giudicandole però tecnicamente scarse (toccavano il pallone con le mani), ma corrette in campo.

A chi le criticava rispondevano:

Si può essere signorine per bene e da casa e praticare al puro scopo ginnastico lo sport del calcio. Irrobustire il corpo e ingentilire l'animo, ecco la nostra missione [...] praticare, in una forma femminile, il giuoco del calcio, cercando attraverso il medesimo, di allontanate la gioventù da ritrovi mondani per preferire i campi sportivi.

 

 

   

1933

 

Le ragazze volevano essere prese seriamente e sorvolavano sulla facile ironia di alcune vignette. Ferivano invece il silenzio ed in alcuni casi la superficialità della stampa nazionale. La Gazzetta dello Sport, per esempio, nel fare la cronaca di una gara del GFC, parlava di quelle esili figure che durante l'intervallo non vedevano l'ora di tornare negli spogliatoi per sistemare rossetto e capelli.

E i colleghi uomini? A giudicare dall'inchiesta de Il Calcio Illustrato del 1933 anche loro sorridevano ironicamente:

Fino ad ora si è guardato con un leggero sorriso di scetticismo vagante sulle labbra a questa nuova società calcistica. I colleghi hanno osservato lo spettacolo ridendo. E se fosse uno spettacolo serio?

Una delle giocatrici,la signorina Leva, intervistata sull'argomento rispose:

Lei non sarà mica come i suoi colleghi che son venuti qui per prenderci in giro. Guai a lei...

Poco tenero però anche il giudizio delle spettatrici:

Sono fiacche, molli, paurose. Si tirano troppo indietro di fronte al pericolo. Corrono poco, e di tecnica non ne hanno. Si faranno [...] Oggi come oggi preferisco il calcio giuocato dagli uomini.

L'11 giugno del 1933, alla presenza di un migliaio di spettatori, Il Calcio Illustrato annunciò il primo vero incontro ufficiale delle ragazze. Con l'arrivo dell'estate il Gruppo si concesse una meritata vacanza, testimoniata anche da un reportage sempre de Il Calcio Illustrato. L'esperimento era stato un successo ma sarà destinato a terminare presto.

Quello che doveva essere solo uno stop estivo, durerà fino al dopoguerra.

 

 

 

  • Rivista Gran sport, 1929
  • Rivista Gran Sport, agosto 1929
  • Rivista I Littoriali, 1932
  • Rivista Lo sport fascista, 1933
  • Rivista Lo sport fascista, 1933
  • Rivista Lo sport fascista, 1933
  • Rivista Lo sport fascista, 1933
  • Rivista Lo sport fascista, 1933
  • Rivista La milizia sportiva, 1937
  • Rivista La milizia sportiva, 1937
  • Rivista La milizia sportiva, 1937
  • Olimpiadi di Berlino, 1936. Dal sito: http://www.mymilitaria.it

 

Leggi anche

 

Fascismo e pallacanestro: quando a vincere erano le donne

Spalti di guerra: il campionato di calcio 1943-1944

Eraldo Monzeglio, il tennista di Mussolini

Arpad Weisz: dallo scudetto alla camera a gas

Inchiesta del 1938: Come sei diventato tifoso?

Ondina Valla, la prima italiana a vincere un oro olimpico

1934: campioni del mondo!

Olimpiadi di Berlino 1936: la nazionale di calcio vince la medaglia d'oro

 

Bibliografia 

 

22 donne e un pallone. Storia del calcio femminile italiano

Campionato italiano di calcio femminile

La battaglia delle donne per giocare a calcio comincia con le signore del Kerr

Marco Giani, Le nere sottanine e la congiura del silenzio. Lingua e immagini nelle polemiche giornalistiche sul "Gruppo Femminile Calcistico" milanese (1933)

Marco Giani, Amo moltissimo il giuoco del calcio. Storia e retorica del primo esperimento di calcio femminile in Italia

 

Global News