Nel 1929 debuttano i Gialli Mondadori. Una nuova collana dedicata al genere poliziesco ideata da Lorenzo Montano (vero nome Danilo Lebrecht), raffinato letterato veronese.

In realtà già all'inizio del Novecento era possibile trovare in commercio libri di letteratura poliziesca, come per esempio la collana mensile Il Romanzo edita dal Corriere della sera. Anche la casa editrice Sonzogno nel 1914 pubblicò la serie I Romanzi polizieschi.

 

                                                 

              

        1920

 

Ma il successo dei Gialli Mondadori si collocò al di sopra di tutti. I volumetti, gialli appunto, erano accompagnati dagli slogan: "Questo libro non vi lascerà dormire", oppure "Ogni pagina un'emozione".

Come mai questo generare letterario fu definito "giallo"? Inglesi e tedeschi utilizzarono lo stesso colore ma non per per indicare quel genere letterario. Quella fu un'esclusiva italiana.

Mondadori era alla ricerca di una veste editoriale nuova per i suoi romanzi polizieschi. Per la copertina si pensò ad un colore vivace e luminoso che attirasse l'attenzione del lettore. Il colore scelto, il giallo cinerino, ben si prestava a far risaltare il titolo in nero e l'illustrazione centrale racchiusa prima in un riquadro esagonale e poi in un cerchio marcato da una linea rossa. La collana fu chiamata I Libri Gialli.  Erano in commercio altre collane che collegavano un colore ad un genere letterario: I Libri Azzurri di narratori italiani, I libri Verdi di storia romanzata ecc.

 

 

            

1929                                                                                             1933           

 

Illustri letterati si interrogarono sul successo di questo genere letterario che si pensava potesse interessare solo un pubblico di lettori limitato e di basso livello. In realtà l'Italia di quegli anni era  alla ricerca di emozioni forti, brividi e misteri che questi libri, semplici, accattivanti e leggeri, riuscivano a soddisfare. 

Nell'autunno del 1929 furono pubblicati i primi quattro gialli al prezzo di L.5,50. Diverse le iniziative pubblicitarie per lanciare il prodotto. Ai librai vennero concessi particolari sconti per acquisti superiori ad un certo numero di copie. Fu promosso anche un concorso tra i lettori: avrebbero dovuto identificare i quattro errori di stampa contenuti in ciascuno dei quattro volumi, sommare i numeri delle relative pagine e comunicare la cifra risultante, corrispondente alla data di un'importante decisione della Chiesa Romana. Al vincitore un premio di 5.000 Lire. L'azienda di conserve Arrigoni, nel 1936, regalava un volume a chi acquistava un vasetto di estratto di carne. 

Nel 1933 nacque una seconda collana, i Gialli Economici Mondadori, un periodico destinato alle edicole, al costo di 2 lire a fascicolo, con copertina a colori molto simile a quella dei Gialli da libreria. Successivamente si aggiunsero anche I supergialli e I capolavori dei libri gialli.

 

 

                                                            

                                                                                                                                                                               

 

Della collana facevano parte romanzi inediti scelti tra le migliori opere prodotte nel mondo. "Mi raccomando le traduzioni", disse Arnoldo Mondadori al giovane Alberto Tedeschi appena chiamato alla direzione dei Gialli Economici, "guardi che intendo rivolgermi a un pubblico colto!". Ma, nonostante le traduzioni fossero impeccabili, il regime impose di italianizzare tutte le parole straniere, che l'assassino non fosse italiano e che le storie si concludessero con l'arresto del colpevole. 

Il successo fu incredibile, almeno fino al 1941. In quell'anno un decreto del Ministero della Cultura Popolare dispone che:

[...] per ragioni di carattere morale, la pubblicazione dei libri gialli, sia sotto forma di periodici, sia di dispense, venga sottoposta alla sua preventiva autorizzazione. Il Ministero ha disposto inoltre che vengano ritirati dalla circolazione non pochi romanzi gialli già pubblicati e che giudica nocivi per la gioventù. L'incarico di ritirare tali libri è stato affidato agli editori stessi.

Ma come mai il regime ostacolò questo genere letterario? A raccontarlo fu proprio Alberto Tedeschi, traduttore e rappresentante di molte case editrici e scrittore di romanzi polizieschi con lo pseudonimo di Alberto Borio:

[...] A far cadere la collana fu un decreto di Mussolini che intervenne personalmente per un fatto specifico. A Milano alcuni studenti di buona famiglia, a scopo di rapina, penetrarono in una villa, tramortirono la cameriera e riuscirono a razziare qualcosa. Agirono da dilettanti e furono subito scoperti, ma la cosa fece scalpore [...] Quando poi si andò a cercare la causa di un fatto del genere si volle attribuire una parte di responsabilità anche all'esempio deleterio dei romanzi polizieschi ai quali questi ragazzi si sarebbero ispirati per attuare il loro piano.

Limitando di fatto l'importazione di storie straniere, si cercò di dare spazio agli autori italiani. Le storie però, prive di mordente e di tutti quei requisiti che avevano decretato il successo dei gialli, non avvincevano come le precedenti. 

Finita la guerra, l'attività riprese con la pubblicazione dei Gialli Mondadori (1946), un periodico distribuito in edicola.

 

Bibliografia

 

L'esordio dei Gialli Mondadori, a cura di Emanuela D'Alessio

I gialli Mondadori

1929, nascono i gialli Mondadori

Archivio Storico La Stampa, luglio-agosto 1936

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