Il Maggio musicale fiorentino è il più antico e prestigioso festival italiano dedicato alla musica.

Nato nel 1933, in pieno ventennio fascista, su iniziativa del  Federale di Firenze, Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, e del maestro Vittorio Gui, vide tra i suoi fondatori anche il gerarca Alessandro Pavolini (un raffinato intellettuale che seguirà Mussolini anche a Salò e sarà tra i gerarchi fucilati a Dongo). 

Già nel 1932 fervevano i preparativi e le iniziative dedicate alla manifestazione. E’ del novembre di quell'anno la creazione di un grande concorso per i giovani cantanti italiani con in palio 35.000 lire di premi:

La segreteria del Maggio musicale fiorentino comunica:

In occasione del primo Maggio musicale fiorentino è bandito un concorso a premi fra i giovani cantanti italiani. I premi sono stabiliti come segue: due di lire 5.000 ciascuno per la voce di soprano, due di lire 5.000 ciascuno per la voce di tenore e uno di lire 5.000 per ciascuna delle voci di mezzo-soprano (o contralto), baritono e basso. Il concorso è libero a tutti i cittadini italiani che al 31 dicembre 1932 non abbiano compiuti i ventotto anni se donne, i trenta anni se uomini. Tutti i concorrenti saranno chiamati ad una prova eliminatoria entro i mesi di febbraio e di marzo 1933, dinanzi ad una Giuria nominata dall’Ente autonomo del Politeama Fiorentino…

Il Maggio musicale fiorentino si proponeva come manifestazione atta a produrre opere contemporanee senza però dimenticare i capolavori del passato, aggiungendovi però un pizzico di innovazione. 

Nel programma si sono alternate prime assolute come Antonio e Cleopatra di Malipiero (1938), Re Lear di Frazzi (1939) ecc.

La prima edizione si svolse dal 22 aprile al 5 maggio del 1933. La cadenza doveva essere triennale e la prima edizione si sarebbe dovuta svolgere nel 1932. Venne però rinviata di un anno per consentire i lavori necessari all'ammodernamento dei teatri che avrebbero dovuto ospitare le rappresentazioni.

L’evento venne presentato come una delle manifestazioni musicali più importanti realizzate in Italia ed all’estero. Effettivamente il successo della prima edizione fu tale che al Maggio Musicale venne concessa la biennalità già a partire dal 1934. 

Il 22 aprile 1933, al Teatro Comunale di Firenze, il Nabucco di Verdi inaugurò il primo Maggio Musicale fiorentino.  

Gli spettacoli musicali coinvolgevano tutta la città. Il cartellone del 1937 (quell'edizione si svolse dal 27 aprile al 9 giugno), per fare un esempio pratico,  prevedeva al teatro comunale l’esecuzione della Luisa Miller di Verdi, al Teatro della Pergola Le nozze di Figaro di Mozart… Il programma prevedeva anche conferenze e congressi cui erano invitati illustri rappresentanti del mondo musicale. Il primo convegno si svolse il 5 maggio del 1933 ad opera del prof. J. Dent dell’Università di Cambridge, tra i più stimati musicologi inglesi. 

Oltre alla partecipazione di importanti orchestre straniere, nella realizzazione scenica delle scene e dei costumi partecipavano artisti del calibro di De Chirico (incaricato nel 1933 della realizzazione della scenografia de I Puritani di Vincenzo Bellini).

In quel periodo l’artista è già affermato e Pavolini lo sceglie perché vuole riscattare la città “dalla morte culturale” che era stata denunciata dal pittore Ardengo Soffici sulle pagine de La Nazione. De Chirico dipinge fondali ma anche abiti metafisici, ma gli attori si spaventano, chiedono di poter indossare i propri abiti, quelli che si portano di solito nel baule!

La critica ed anche gli spettatori non furono benevoli verso il pittore. Ma pare che le ragioni di tale risentimento fossero da ricondurre ad altri motivi.

Così De Chirico ricordò l'episodio:

Nel 1933 fui invitato a Firenze ad eseguire costumi e scenari per l'opera I Puritani di Vincenzo Bellini, che doveva andare in scena durante il Maggio Musicale Fiorentino. Al primo spettacolo successe un putiferio. Durante questo periodo volli fare a Firenze un'esposizione delle mie opere più recenti. Il direttore de La Nazione aveva allora una sala, nei locali del giornale, che destinava a mostre di pittura e mi propose di fare la mostra nella sua sala. Io, però, preferii esporre al Palazzo Ferroni...Per vendicarsi il direttore impartì ordini perchè i miei scenari ed i miei costumi fossero fischiati durante lo spettacolo... 

La manifestazione continuò anche durante la guerra. Dal Corriere della Sera del 2-3 maggio 1944 apprendiamo che la città di Firenze subì una barbara incursione che provocò la distruzione del Teatro Comunale, sede del Maggio musicale:

Firenze ha subito la sesta incursione da parte dei banditi anglo-americani...Quartieri pacifici della città sono stati colpiti...Tra i monumenti culturali più colpiti è il grande Teatro comunale, sede di quel Maggio musicale fiorentino che costituisce per noi una tra le più giovani, ma più gloriose tradizioni. Pochi momenti prima dell'urlo delle sirene i professori dell'orchestra sotto la direzione di Vittorio Gui stavano provando l'opera mozartiana Così fan tutte...Il danno risentito dall'Ente è gravissimo. Per fortuna nessuna vittima si è avuta fra gli artisti e il personale del teatro. Sul posto si sono recati subito il direttore del teatro e i dirigenti del Maggio musicale fiorentino che hanno subito organizzato un grande concerto sinfonico pro-sinistrati al teatro della Pergola per dimostrare la virile fermezza degli artisti di fronte alla barbarie del nemico.

 

Video

Cinegiornale Luce del 06/03/1935 

Cinegiornale Luce del 24/04/1935

Cinegiornale Luce del 22/04/1937

Cinegiornale Luce del 21/04/1937

 

Bibliografia

La Stampa, 9 novembre 1932, Un grande concorso per i giovani cantanti italiani

Corriere della Sera 11 gennaio 1933, Il maggio musicale fiorentino e le sue manifestazioni

La Stampa 14 aprile 1933, La fervida preparazione del Maggio musicale fiorentino

Corriere della sera 4 febbraio 1937, Il cartellone degli spettacoli del Maggio musicale fiorentino 

Corriere della Sera 2-3 Maggio 1944, Danni gravissimi nella barbara incursione su Firenze

Corriere della Sera 28 aprile 2003, E i cantanti si ribellarono agli abiti metafisici di De Chirico

Karyl Lynn Zietz, Breve storia dei teatri d'opera italiani, Gremese Editore, 2001

Alessandro Tinterri, Arlecchino a Palazzo Venezia. Momenti di teatro nell'Italia degli anni trenta, Morlacchi Editore, 2009

 

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