1930

 

Il cinema del ventennio era caratterizzato da pochi film espressamente di propaganda. Gran parte delle produzioni presenti nelle sale cinematografiche raccontavano storie d'amore dove l'equivoco ed il malinteso erano il pretesto per dipanare la trama.

Il periodo che va dal 1936 al 1943 fu denominato cinema dei telefoni bianchi per la presenza di questi apparecchi in alcune sequenze. Il telefono bianco era una sorta di status symbol di benessere, una rarità da contrapporre ai telefoni neri assai più numerosi.

Le sceneggiature di questi film erano spesso frutto di autori ungheresi così come i luoghi in cui venivano girate le scene.La spiegazione è assai semplice. Le storie raccontate parlavano di adulteri, presunti tradimenti, ipotetici divorzi, tutte situazioni non permesse dalla legge italiana. Di conseguenza quei racconti non potevano svolgersi in Italia.  

Naturalmente le vicende sono tutte a lieto fine ed i protagonisti sono persone dalla vita modesta: segretarie, commesse, giornalai.

I personaggi e i temi dei film riflettevano quella che era la vita italiana di quegli anni. Una vita modesta, fatta di piccole cose, piccoli ideali lontani dalla retorica imperiale fascista. Certo il fascismo realizzò film espressamente di propaganda. Pensiamo a Vecchia guardia di Blasetti, Camicia nera di Forzano, Luciano Serra pilota di Alessandrini...Ma si tratta solo di una minima parte della produzione cinematografica.

Il fascismo seguiva il cinema ma più per sostenerlo che per sottometterlo. Si limitava a controllare che i film rispettassero la morale pubblica e non presentassero situazioni in contrasto con la cultura fascista. 

Le pellicole realizzate per il popolo dovevano raccontare storie e suscitare passioni e sentimenti senza sollevare problemi sociali. A raccontare la realtà politica bastavano i cinegiornali dell'Istituto Luce, obbligatoriamente proiettati prima della visione dei film.

Il 1930 è l'anno in cui, sotto la spinta del sonoro arrivato dall'America, si registrarono i primi film parlati italiani. Del 1931 è il primo film sonoro italiano, Canzone dell'amore. Dello stesso anno è il primo film del genere telefoni bianchi, La segretaria privata, di Goffredo Alessandrini.

Tra i divi di questo genere ricordiamo: Vittorio De Sica, Elsa Merlini, Clara Calamai, Maria Denis. Tra i registi ricordiamo: Mario Camerini, Goffredo Alessandrini...

 

Video 

La canzone dell'amore

La canzone dell'amore cantata da Claudio Villa

 

Bibliografia

La Stampa,Telefoni bianchi e camicie nere, 24/02/1982

La Stampa, Telefoni bianchi, camicie nere,21/07/1981

La Stampa, Quando avevamo i telefoni bianchi, 23/01/1976

La Stampa, Telefoni bianchi e neri, 15/11/1974

Il cinema, grancassa del regime fascista, da www.storiain.net

La locandina del film presente nell'articolo è ricavata dal sito: associazioneladolcevita.wordpress.com

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