Gli uomini che mascalzoni, 1932

 

Durante gli anni trenta il genere cinematografico che prevaleva era quello dei cosiddetti telefoni bianchi. Si trattava di storie d'evasione, ambientate in ambienti lussuosi caratterizzati dalla presenza appunto dei telefoni bianchi.

Tra gli attori più rappresentativi di quegli anni troviamo Vittorio De Sica. Ripercorriamo la sua carriera dagli esordi come attore impegnato a teatro, ai film d'evasione (di cui avrebbe fatto volentieri a meno), fino alla straordinaria carriera come regista.

Vittorio De Sica nasce a Sora, in Ciociaria, il 7 luglio del 1901. Il padre era un impiegato della Banca d'Italia, mentre la madre apparteneva all'alta borghesia. La famiglia De Sica visse in diverse città d'Italia, ma quella che influenzò maggiormente il giovane Vittorio fu Napoli, la sua gente ed i suoi scenari.

Per lavoro il padre si trasferisce a Roma ed intraprende una nuova carriera,dall'esito fallimentare, nel campo delle assicurazioni. Scarseggiavano i soldi e con il primo ingaggio come attore Vittorio De Sica riuscì a terminare gli studi e ad ottenere il diploma di ragioniere.

Nel 1923, con l'aiuto del padre, riesce ad ottenere un impiego presso la Banca d'Italia. Un amico però gli dice che una importante compagnia teatrale è alla ricerca di nuovi attori e che la paga è superiore a quella che percepisce come impiegato.

Vittorio ne parla con il padre il quale così rispose:<Ero molto triste nel vederti  entrare in banca, l'arte è la tua strada>. Si presenta così al provino recitando una poesia, vecchia reminiscenza scolastica.

Ottiene l'ingaggio, ma la vita da attore teatrale non era semplice e la paga, sebbene alta, era inferiore alle uscite. Gli attori teatrali dell'epoca infatti dovevano pagarsi gli abiti, il vitto e l'alloggio.

Nel 1925 passa alla compagnia teatrale di Luigi Almirante dove finalmente ottiene ruoli non da attore secondario. In questa compagnia conosce la prima moglie, Giuditta Rossone.  De Sica però non è soddisfatto. Sente che i ruoli che interpreta non  gli permettono di esprimersi al meglio.

Con la moglie ed un gruppo di giovani attori crea una propria compagnia, Artisti Associati. Gli attori recitano benissimo, ma i testi troppo impegnativi e profondi non riscontrano il favore del pubblico. Ad una delle loro rappresentazioni partecipa il regista Mario Mattoli, che, colpito dal talento di quei giovani attori, decide di scritturarli tutti per la sua compagnia di rivista, la Za-Bum.

Il successo è enorme e con esso iniziano ad arrivare lauti compensi. De Sica però si sente un attore destinato a ruoli più impegnativi rispetto a quelli comici e spensierati della rivista. Così l'attore ricorda quel periodo: <....con molto dolore rinunciammo ai nostri sogni d'arte ed io mi misi a cantare Ludovico sei dolce come un fico>. 

L'esordio come attore cinematografico si deve al regista Mario Camerini. Siamo nel 1932 e De Sica recita nel film, Gli uomini che mascalzoni dove interpreta la celebre canzone Parlami d'amore Mariù. De Sica ha una bella voce, ma lui vuole fare l'attore non il cantante.

Dirà invece che i produttori cinematografici gli imponevano, come condizione sine qua non, di cantare oltre che recitare. Sono gli anni in cui interpreta film come: Il signor Max (1937), Grandi Magazzini (1939), commedie d'evasione e dai buoni sentimenti.

Il suo animo tormentato lo porta a desiderare altro. Sarà come regista che si sentirà pienamente realizzato. Nel 1940 dirige il primo film, Rose scarlatte. Nel 1942 sul set di Un garibaldino al convento inizia una relazione con una giovane attrice spagnola, Maria Mercader.

Da quel momento De Sica ebbe due famiglie: una ufficiale con la moglie Giuditta e la figlia Emi, l'altra con la compagna Maria e i due figli Manuel e Christian.

Il 1943 rappresenta per De Sica l'anno della svolta con la regia del film I bambini ci guardano. Nel dopoguerra seguiranno i capolavori del neorealismo italiano, Sciuscià (premio Oscar come miglior film straniero nel 1947), Ladri di biciclette, Umberto D. (dedicato al padre), L'oro di Napoli...

Nel 1972 scopre di avere un cancro. Al medico che gli pronosticò una anno di vita così rispose:<Mi basta per fare il mio ultimo film>. Il suo ultimo film fu Il Viaggio.

Vittorio De Sica muore a Parigi, il 13 novembre 1974.

 

Video

Vittorio de Sica, Parlami d'amore Mariù

 

Bibliografia

Sergio Vicini, Le stelle del Duce, Hobby &Work, 2008

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