La Stampa della sera, 1 agosto 1931 

 

Il primo agosto 1931, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, della Regina Elena e di 150.000 persone entusiaste, ci fu il varo del Rex, il più grande transatlantico italiano. Per la sua costruzione il governo non badò a spese.

Furono varati appositi decreti legge per sostenere economicamente gli armatori. Il Rex sarebbe stata la prima nave da crociera della storia destinata a trasportare un nuovo tipo di passeggero: il turista e non più solo l’emigrante. 

Non si viaggiava solo per necessità, ma anche per diletto e l’America una volta tanto non sarebbe stata più solo la meta di disperati in cerca di lavoro. Realizzato presso i cantieri dell’Ansaldo a Sestri Levante, il Rex era alto quanto un palazzo di dodici piani e poteva contenere 2032 passeggeri.

Per la costruzione della nave dei record furono utilizzati tre milioni i chiodi. Molti gli operai che persero la vita durante i lavori. La loro morte era annunciata dal suono di una sirena, ma di questo non si doveva sapere nulla.

Il Rex era dotato di aria condizionata, due piscine scoperte contornate da sabbia bionda della costa adriatica, una palestra, una chiesa, un cinema, un teatro, una banca, studi di fisioterapia, un parrucchiere e perfino negozi.

La nave ospitava anche una tipografia per la pubblicazione del giornale di bordo “Le notizie di mare”. A metà della chiglia era stato appeso un fascio littorio alto una ventina di metri, a prua uno stemma sabaudo in cartone.

Il 27 settembre del 1932 il Rex partì per il suo primo viaggio, destinazione New York. La lunghezza del viaggio era mitigata dal lusso presente sulla nave. Le cabine di prima classe erano suite dotate di mobili preziosi, arazzi, tappeti e finestre con vista sul mare.

Il bagno era in camera e dalla vasca si poteva far scorrere acqua dolce o acqua di mare. Il salone da pranzo era arredato con marmi e uno splendido soffitto a cassettoni. Sulle posate erano incise la scritta Italia ed il nodo dei Savoia.

I corridoi che collegavano i vari saloni erano abbelliti da vasi adorni di palme profumate del Marocco. Il tappeto di 170 mq, presente nel salone di prima classe, era costato l’equivalente di 250.000 euro. Per i passeggeri più colti era disponibile una biblioteca contenente 2000 volumi, con tanto di bibliotecari in grado di rispondere all’istante se un libro fosse o meno disponibile al prestito.

Per gli amanti dell’abbronzatura vi era un solarium dotato di lampade ultraviolette. Gli sportivi invece potevano usufruire di un intero ponte con maestri per ogni disciplina: dal tennis, al volano, dal pugilato alla scherma. Anche i bambini avevano i loro spazi e giochi, come ad esempio i cavalli elettrici.

Qualunque richiesta culinaria poteva essere esaudita sul Rex. Ad ogni viaggio erano imbarcati 8000 capi di pollame e 75.000 uova fresche.  Nelle cucine lavoravano 107 persone e solo quella di prima classe era di 900 metri quadri circa.

Giornalmente erano serviti 8700 pasti, 12.000 pasticcini, 500 torte, 5000 brioche, 300 kg di gelati. Un pranzo in prima classe era composto da 12 portate. Lavorare sul Rex e per il Rex non era per tutti. Era stato creato un apposito <master> presso una scuola privata di Genova. Durissima la selezione.

I futuri camerieri del Rex, tra le varie materie, dovevano studiare anche psicologia in modo da inquadrare subito il cliente e capire quale tipo di servizio potesse soddisfarlo. Avere sul curriculum il Rex era un’assicurazione per un’azienda che ricercava personale.

La nave, oltre alla prima classe, era dotata di una classe turistica, deliziosamente arredata, e di una classe speciale ricca di specchi e sete. La terza classe non era paragonabile a quella squallida del Titanic. Gli 860 passeggeri, in gran parte emigranti, erano trattati con rispetto. Avevano a disposizione saloni, un cinematografo e mangiavano con posate che non avevano mai visto nemmeno sulla propria tavola. Dovevano però restare al loro posto rispettando gli spazi a loro dedicati. C’era solo un luogo che tutti i passeggeri del Rex potevano liberamente frequentare: la cappella.

Nell’agosto del 1933 il Rex vinse il Nastro Azzurro, unica vincitrice tra le navi italiane.

Il Nastro Azzurro è una gara di velocità tra navi passeggeri. La gara consisteva nell’attraversare l’Atlantico, senza scali, alla maggiore velocità. Il Nastro Azzurro del Rex era una bandiera lunga 29 metri, un metro per ogni nodo di velocità raggiunto in quel trionfale viaggio.

L’ultimo viaggio fu il 9 maggio del 1940. Il 10 giugno dello stesso anno l’Italia entra in guerra. Per evitare che il Rex venisse affondato dai nemici, fu deciso di trasferirlo a Trieste. L’intera nave fu riverniciata con colori mimetici per renderla invisibile agi occhi dei bombardieri.

L’8 settembre del 1943 i tedeschi invasero l’Italia e si impadronirono del Rex. La nave fu svuotata dei suoi preziosi arredi e a poppa fu innalzata la bandiera con la svastica. I continui bombardamenti resero Trieste poco sicura per il Rex. I tedeschi decisero, nel settembre del 1944, di trasferirla nella baia di Capodistria, ma il suo destino era ormai segnato.

Qualche giorno dopo la nave subì pesanti bombardamenti da parte dell’aviazione alleata. Le cronache dell’epoca raccontano che la nave bruciò per 3 giorni. Il relitto fu successivamente depredato dagli slavi che ne ricavarono 11 mila tonnellate di metallo.

A ricordo del magnifico Rex resta il nome dato alla parte di mare tra Capodistria e Isola: da Rex.

 

Immagini

Il Rex

www.rex-mk.si

 

Video

La costruzione del Rex

Partenza del Rex per l'America

Il Rex conquista il Nastro Azzurro

New York, il primo viaggio del Rex

Il transatlantico Rex

Il Rex

 

Bibliografia

Ulderico Munzi, Il romanzo del rex, SPERLING & KUPFER, 2003

 

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