Nel 1932 nasce ad Orvieto l’Accademia Femminile Fascista di Educazione Fisica, versione femminile dell’Accademia maschile che aveva sede a Roma.

La scuola sorgeva all'interno di un ex convento del XIII secolo restaurato a spese del Comune e donato all'Opera Balilla. Fiore all’occhiello dell’Italia fascista, la stampa si occupava spesso di quelle che erano chiamate le “orvietine”.

L’Accademia era un istituto riconosciuto a livello universitario ed aveva il compito di formare le future insegnanti di ginnastica. Il corso durava due anni e dava diritto all’insegnamento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.

Le alunne più meritevoli  frequentavano un terzo anno gratuito al termine del quale  si accedeva ai ruoli direttivi dell’Opera Nazionale Balilla. Le materie di insegnamento erano varie e non prevedevano solo l’attività fisica. Erano previste lezioni di: tirocinio di comando, danza, musica, lavori femminili, tecnica di organizzazione, pedagogia, legislazione e ordinamenti del fascismo, lingue straniere, religione ecc….

Il diploma garantiva un posto sicuro e di conseguenza tante erano le ragazze che presentavano domanda per poter essere ammesse in accademia. Ogni anno era bandito un concorso per selezionare le alunne migliori. Le selezioni erano aperte a tutte le ragazze italiane, nubili,  tra i 17 e i 23 anni ed in possesso del diploma di scuola di secondo grado. Tra i documenti richiesti era previsto anche un certificato  di sana e robusta costituzione fisica. Come recitava il bando di selezione, altro requisito importante era l'appartenenza al partito o alle sue organizzazioni giovanili.

La frequentazione dell’Accademia aveva un costo di 5.000 lire annue più 150 lire di tasse per l’ammissione. A questa cifra, già elevata per gli standard dell’epoca, occorreva aggiungere le spese per i libri, la cancelleria, una quota annua per assicurarsi da eventuali infortuni, le tasse per il diploma e per gli esami e la spesa per le uniformi. A proposito delle uniformi,  un articolo pubblicato su La Stampa di Torino il 7 maggio 1932 ne descrive minuziosamente le caratteristiche:

...Per le esercitazioni ginnico-sportive, come per il tennis ed il golf, le allieve vestono uno speciale costume semplice e pratico, mentre in casa indossano una veste bianco-rosa, scozzese...e scarpe bianche. La divisa di parata è costituita da un tailleur nero con collo e cintola all'aviera, camicetta bianca sotto la giacca, calze e scarpe nere, berretto alla basca, sigla dell'Accademia ricamata in oro sul lato sinistro del petto...

Vitto ed alloggio erano gratuiti. Tutto il personale dell’Accademia era femminile e curiosamente era evidenziato il fatto che non ci fossero persone anziane tra di loro.

La vita scolastica delle "orvietine" era impegnativa. Le attività iniziavano alle 9 del mattino e prevedevano: 3 ore di esercitazioni ginnico-sportive, doccia, pranzo, un’ora di riposo, 2 ore di lezioni teoriche,  merenda.  Seguivano lezioni di canto, piano o altri strumenti musicali.

Nel pomeriggio era previsto anche l’allestimento di piccoli spettacoli teatrali da svolgersi naturalmente dopo le ore di studio e di lezione. La giornata terminava con la cena e alle 22.00 tutte le luci dovevano essere spente.

Le alunne del terzo corso inoltre curavano la realizzazione di una rivista annuale: “Festa del MaK.P.100”, la cui pubblicazione avveniva in occasione della fine del triennio. La rivista conteneva interviste ai professori, poesie, racconti ed articoli vari su gite e manifestazioni dell’Accademia. Al termine del triennio le diplomate erano proiettate immediatamente nel mondo del lavoro.

A seguito del crollo del regime le accademie di Roma e di Orvieto vennero soppresse. Dopo la formazione della Repubblica di Salò le attività ripresero ma furono spostate al Nord e continuarono fino al giugno del 1945.

Nel 1947 lo Stato dichiarò nulle le abilitazioni rilasciate negli anni 1944-1945. L’eredità delle due accademie sarà ripresa dall’ISEF.

 

 Video

Giornale Luce B0106 del 07/1932         

Giornale Luce A0948 del 04/1932           

Giornale Luce A0949 del 04/1932          

Giornale Luce B0620 del 02/1935

  

 

Bibliografia

L'Accademia Femminile Fascista di Educazione Fisica, La Stampa di Torino, 7 maggio 1932

Concorso dell'Opera Balilla per l'Accademia di Orvieto, La stampa di Torino, 19 settembre 1935 

Maria Canella, Sergio Giuntini, Sport e Fascismo, FrancoAngeli, 2009

Elisabetta Salvini, Ada e le altre. Donne cattoliche tra fascismo e democrazia, FrancoAngeli Edizioni, Milano 2013

Lombardi Elisa, www.150anni.it

L'immagine fa parte dell'archivio storico del sito: www.centrorsi.it

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