A partire dall’anno scolastico 1930-1931 venne adottato nelle scuole elementari il Testo Unico di Stato. La scelta non fu solo propagandistica. Per i padri di famiglia l’acquisto dei testi scolastici erano diventato un problema talmente sentito che anche la rivista satirica Il Becco Giallo, in una vignetta pubblicata l'8 novembre 1925, ironizzò sulle famiglie ridotte sul lastrico per reperire i libri scolastici.

 

 

 

 

La scuola, per gli editori italiani, era diventata la gallina dalle uova d’oro. Anche se gli stessi editori sottolineavano come in realtà in Italia i costi dei testi scolastici fossero inferiori rispetto a quelli degli altri paesi europei.

La legge N.5 del 7 gennaio 1929 risolse quindi il problema introducendo, a partire dall'anno scolastico 1930-31, il libro unico. In questi libri i temi maggiormente ricorrenti erano: la religione, la famiglia, il Re Imperatore, il Duce.

 

 

 

    

Il libro della prima classe, 1942

 

 

 

 

     

 

 

 

Numerosi erano anche i libri di lettura e di propaganda diffusi dal Partito Nazionale Fascista. In particolare bisogna ricordare Il primo e Il secondo libro del fascista. Il Secondo libro del fascista, pubblicato per la prima volta nel 1939, trattava anche i temi del razzismo mentre il Primo libro del fascista (la prima edizione risale al 1938) era dedicato a Mussolini, alla rivoluzione fascista e alle organizzazioni di regime.

Dalla prefazione del volume edito nel 1941:

Libro del fascista è un manuale a tutti accessibile che contiene quanto è indispensabile conoscere circa la nostra Rivoluzione, il Partito, il Regime, lo Stato mussoliniano.

Vi sono, difatti, riassunti in brevi capitoli, sotto forma di domande e risposte formulate con tutta praticità e chiarezza, gli aspetti morali, politici, sociali, organizzativi del Fascismo e vi è data notizia dei principi, istituti e ordinamenti su cui oggi è badata l'Italia, nella sua nuova grandezza.

Ogni italiano deve vivere consapevolmente nel tempo fascista, e l'ignoranza di tali basi della nostra esistenza di Nazione è inammissibile; perciò si è voluto offrire ai fascisti e ai giovani della G.I.L., questa semplice guida, necessaria per la cultura dello spirito come per i quotidiani rapporti dell'esistenza.

 

          

 

 

I testi erano compilati da una commissione nominata dal Ministero dell'Educazione Nazionale composta da intellettuali scelti dal Ministero. Il libro unico era rinnovato ogni tre anni ed era edito dalla Libreria dello Stato che lo distribuiva nelle scuole tramite i provveditorati agli studi presenti nelle varie province. 


Nelle scuole secondarie non fu introdotto il libro unico. I testi erano ugualmente sottoposti a controlli ed i programmi di insegnamento allineati alle esigenze  del regime.

 

 

Bibliografia

Il Becco Giallo, 8 novembre 1925

Il primo e secondo libro del fascista, 1941

Il primo libro del fascista, 1942

Monica Galfré, Il regime degli editori: Libri, scuola e fascismo, Laterza 2005

 

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