Una perfetta massaia doveva possedere una cucina spaziosa e luminosa. Il pavimento doveva essere piastrellato per una pulizia più rapida. Le pareti della cucina dovevano essere rivestite di piastrelle, come si <usava nelle case moderne>.

La  credenza doveva essere grande per poter racchiudere tutti gli utensili ed evitare che si impolverassero. Si consigliava la presenza di ben 2 tavoli di <altezza normale> e di legno greggio. Uno dei due doveva essere rivestito con una superficie di marmo o di ardesia per evitare di <insudiciare il legno>.

La scelta dei fornelli non doveva essere casuale, ma ben ragionata. Mentre nelle città, raggiunte dal gas e dalla corrente elettrica, vi erano cucine e fornelli  moderni, molti erano gli italiani che non godevano delle <nuove tecnologie> e dovevano accontentarsi dei fornelli  a <carbone di legna> o delle <cucine economiche>, utili perchè d'inverno permettevano di riscaldare l'ambiente.

Il costo di una cucina economica era di 380 lire ed era considerata una rivoluzione per la donna moderna. Era costituita da 3 cerchi sovrapposti in modo da poter contenere pentole di varie dimensioni. In base alla grandezza della pentola si eliminava o aggiungeva uno di questi cerchi.

L'acquaio doveva essere di porcellana, ardesia o marmo e posto vicino alla finestra.  Per la pulizia dei fornelli a <carbone di legna> questo era il consiglio:

<Debbono essere spazzolati durante il lavoro e colorati ogni sera col rosso di Prussia stemperato nell'acqua...>

 

 

 

Bibliografia

Almanacco della cucina 1934. L'amico della massaia. Consigli di economia domestica. Milano, 1933

 

 

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