Sepo 1934

 

...Abbiamo 25.000 lire da assegnare: da 5 anni l'industriale milanese Angelo Motta ha istituito questo premio. Da 5 anni noi gruppetto di giornalisti e letterati abbiamo a disposizione questa somma da assegnare come riconoscimento a un atto umano compiuto durante l'anno dai cittadini, un atto che superando il consueto, il mediocre, per il profondo e singolare contenuto di bontà, di sacrificio, di volontà, si sollevi a poesia. Noi andiamo in cerca di gesti di bontà che si rivelino in una atmosfera di poesia: umili gesti, magari, ma profumati di abnegazione, dolcezza, amore...Fra il popolo noi andiamo in cerca del cuore...  

(Dino Villani)

 

Il Premio della Notte di Natale nasce dalla geniale mente del pubblicitario della Motta, Dino Villani, in occasione dell'apertura del nuovo negozio dell'azienda in Piazza Duomo a Milano nel 1934.

Un premio diverso da quelli già esistenti: né letterario, né artistico, né scientifico. Doveva essere un 'occasione per premiare persone comuni ma dal cuore d'oro. Persone per le quali nella vita di tutti i giorni non erano previste medaglie, premi o attestati di merito. L'idea di fondo era far emergere la figura del titolare dell'azienda, Angelo Motta, come uomo attento non solo agli interessi della propria azienda, ma anche alle esigenze e alle storie dei suoi clienti. Come evidenziava il titolo stesso dell'iniziativa, quale occasione migliore per premiare i vincitori se non la Notte di Natale? Il premio consisteva in 25.000 lire, ma pare che Angelo Motta considerasse la cifra non all'altezza... Lo stesso Dino Villani racconta l'episodio:

Angelo Motta: ...<Quale cifra occorre mettere a disposizione?>

Dino Villani: < Venti o venticinquemila lire, credo> 

Angelo Motta: < Non saranno poche>?.

Dino Villani: Gli feci osservare che non occorreva di più poiché il valore del premio era costituito più dal riconoscimento in sé che dalla somma.

Motta voleva che tutto si svolgesse senza imbrogli e per questo invitò Dino Villani a verificare personalmente la correttezza dell'operato della giuria che avrebbe decretato i vincitori. Giuria composta da nomi importanti del giornalismo e della cultura: Orio Vergani, Paolo Monelli, Cesare Zavattini...

I giornali pubblicarono il regolamento del concorso ed invitarono i lettori ad inviare segnalazioni delle persone meritevoli del premio. Non solo. Tutti i comuni d'Italia, i parroci, i Direttori Didattici, ricevettero il Regolamento del Concorso. Un pieghevole venne inserito anche nelle confezioni del panettone. La macchina pubblicitaria era partita e con essa anche una marea di segnalazioni, alcune anche sospette e di cui era difficile stabilirne la veridicità.

Nei primi due anni i vincitori furono due persone defunte che avevano donato la loro vita per salvare il prossimo. La prima si chiamava Angelina Bucco, madre di otto figli. La donna sacrificò la propria vita per far nascere la sua nona creatura. Il secondo anno fu premiato Ignazio da Ispra, un padre cappuccino morto di lebbra in Brasile. Il religioso continuò nella sua missione di apostolato sebbene gravemente malato.

Successivamente vennero premiate anche persone ancora in vita. Nel 1938 toccò alla contessa Augusta Rasponi del Sale "una infaticabile signora che si trova in miseria perchè ha speso tutta la sua ragguardevole ricchezza in soccorso dei bambini..Possedeva oltre un milione di lire prima della guerra, lo ha speso tutto in carità....Ha perduto un occhio nel fare scudo di sé a tre bambine minacciate..."

Tante le storie di generosità raccolte a testimonianza del gran cuore del popolo italiano. Col passare degli anni il Premio acquisì una notevole importanza al punto che il nome dei vincitori veniva trasmesso alla radio in diretta a mezzanotte. I casi strazianti e meritevoli di un premio erano molti ed era difficile scegliere. Venne così presa la decisione, nel 1938, di dare ben 5 premi da 5.000 lire ciascuno. Vi segnaliamo un'ultima storia, un ultimo episodio di bontà premiato:

 .....Ora sentite...E' la vigilia di Natale a Napoli. Un manovale ferroviario vede nella sera fredda e grigia un desolato gruppetto rannicchiato contro un muro, come a cercare protezione dal freddo. Un vecchietto di 70 anni, una povera donnetta squassata da impeti di tosse, una ragazzina di circa 10 anni...Rottami di umanità, senza più nemmeno la forza per chiedere l'elemosina..Il manovale apre la sua povera casa ai tre disgraziati, casa dove lo aspettano altre bocche da sfamare...Li sfama, li alloggia per vari giorni. Poi quando i due vecchi, ristorati, riconfortati, forniti perfino di qualche soldo, devono andarsene, il manovale e la moglie trattengono la ragazzina...e per altri otto mesi le danno alloggio, vitto e assistenza e perfino trovano modo di mandare qualche soccorso ai due vecchi lontani, che girano a mendicare per altre città...Il manovale padre di 10 figli si chiama Amedeo Ferra...

 

 

Bibliografia

Dino Villani, La pubblicità e i suoi segreti, Editoriale Domus, 1946

Dino Villani, Confessioni di un persuasore, Casa Editrice Ceschina, 1972

Premio Notte di Natale, Corriere della Sera, 25 dicembre 1938

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