Nel 1912 la Libia era diventata una colonia Italiana. Un gruppo di italiani appassionati di gare automobilistiche e residenti nel capoluogo libico decisero di dar vita nel 1925 al “Circuito della Tripolitania”. 

Nel 1927 il circuito mutò il suo nome in " Gran Premio di Tripoli" e con la costruzione dell'avveniristico autodromo di Mellaha, divenne sempre più importante al punto da essere inserito tra le prove ufficiali del calendario automobilistico nazionale. 

Nel 1931, dopo la disastrosa crisi economica del 1929, per mancanza di fondi la gara non fu disputata. Stessa sorte nel 1932. Fu così che il  Presidente dell’Automobile Club, il comm. Egidio Sforzini (su suggerimento del grande giornalista della “Gazzetta dello Sport” Giovanni Canestrini), ispirandosi alla Lotteria ippica irlandese, ebbe la brillante idea di abbinare una lotteria al Gran Premio.

Da quel momento il Gran premio divenne per tutti "La Corsa dei milioni". L'iniziativa riscosse subito un notevole successo. Il costo del biglietto era di 12 lire. I biglietti venduti furono: 1.489.417. Del montepremi finale una parte venne destinata agli ingaggi dei corridori, mentre i premi per i vincitori furono così ripartiti: 3 milioni 370 mila lire al primo premio,1 milione e 685 mila al secondo e 842 mila al terzo.

Otto giorni prima della gara, a Tripoli, avvenne il sorteggio dei 33 biglietti ed il loro abbinamento con i corridori. Pittoresche e singolari le fasi che precedevano l'estrazione dei biglietti. Era previsto addirittura un corteo composto da: 150 indigeni in costume che scortavano la Commissione Governativa incaricata di custodire tutto il materiale inerente la lotteria, balilla e piccole italiane cui spettava il compito di estrarre i numeri, un nutrito schieramento di vigili  in alta uniforme e  circa 200 arabi con cammelli al seguito.

Uno squillo di tromba annunciava l'esito delle estrazioni. Erano presenti anche le telecamere dell'Istituto Luce e di una non precisata Casa cinematografica interessata a realizzare un documentario sull'evento.

I nomi dei fortunati estratti erano riportati sui giornali con interviste e curiosità su come era vissuta l'attesa per la gara. I premi in palio erano davvero notevoli se si considera che gli stessi corridori percepivano un ingaggio che si aggirava intorno alle diecimila lire annue. Solo pochi campioni superavano questa cifra.

Il montepremi così alto permise inoltre agli organizzatori della gara di non badare a spese per l' allestimento. I possessori dei biglietti finali (non solo italiani) assistevano alla gara direttamente da una tribuna, appositamente creata per loro, posta sul rettilineo di arrivo tra sceicchi e personalità illustri.

Diverse fonti confermano alcune irregolarità durante la gara, dovute ad accordi nascosti tra corridori e alcuni possessori dei biglietti estratti. I giornali bombardavano i lettori con giornalieri annunci che incitavano all'acquisto dei biglietti e a non lasciarsi sfuggire l'occasione di diventare milionari. 

I Grandi Magazzini Bianchi di Torino regalavano un biglietto ogni 200 lire spese. Bellissimi e di notevole valore artistico i manifesti realizzati per pubblicizzare la gara a dimostrazione di come fosse diventata importante all'interno della società italiana. Tra gli artisti ricordiamo il geniale Sepo, autore in campo pubblicitario dei manifesti per la Motta e la Noveltex.

A causa degli eventi bellici l'ultima gara venne disputata nel 1940. 

 

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Video                      

Giornale Luce B0264 del 1933       

Giornale Luce B0470 del 1934                                           

Giornale Luce C0034 del 1940

 

 

 

Bibliografia

Il tarocco di Tripoli da: www.sportvintage.it

La lotteria di Tripoli, La Stampa, 29 aprile 1933

I candidati ai milioni della Lotteria di Tripoli, La Stampa, 30 aprile 1933

Il Gran Premio automobilistico di Tripoli, da www.ernandes.net

 

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